Nell’ormai lontano 2013 il decreto Balduzzi obbligava le Società sportive, professionistiche e dilettantistiche, a dotarsi di un defibrillatore. Ovviamente le tempistiche stabilite non erano le medesime, infatti le squadre professionistiche avrebbero avuto sei mesi di tempo per mettersi in regola, mentre quelle dilettantistiche 30 mesi.

Sembra però imminente la firma sul decreto che prorogherebbe di altri sei mesi l’obbligo per le società dilettantistiche di dotarsi del dispositivo salvavita, allungando il termine ultimo al primo luglio 2016.

È anche strano come l’Italia abbia interpretato questo decreto a livello regionale, sono infatti numerose le sfumature locali e le singole scelte che hanno portato ad una sempre maggiore confusione.

Le responsabilità rimbalzano da un ente all’altro, di certo è che le problematiche irrisolte restano molteplici: per esempio non è ancora ben chiara la formazione di chi debba utilizzare il defibrillatore o quali associazioni sportive debbano dotarsi del dispositivo.

Ovviamente parecchi pensano che un’altra proroga serva a poco o nulla: il problema va risolto alla radice con maggiore coordinazione e chiarezza a partire dalla politica, per arrivare agli enti e alle associazioni.

fonte Corriere della Sera